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domenica, febbraio 12, 2006

Al Palazzo Reale di Milano, dal 25 febbraio Newton, il nudo femminile simbolo di libertà

Al Palazzo Reale di Milano, dal 25 febbraio Newton, il nudo femminile simbolo di libertà
Una mostra con i più famosi scatti del grande fotografo tedesco, scomparso nel 2004, accanto a opere meno conosciute o inedite

MILANO - Helmut Newton, il grande fotografo tedesco morto nell'ottobre 2004, aveva immaginato una grande mostra che sintetizzasse il suo percorso artistico, che «svelasse» la sua ricerca sul corpo femminile e in qualche modo la sua intimità. Progetto che si concretizzerà il 25 febbraio nelle sale di Palazzo Reale, a Milano, dove sarà inaugurata la mostra «Sex and landscapes», con 90 scatti del mago dell'immagine. Oltre ai famosi nudi di donna, celebri in tutto il mondo e icone del desiderio maschile, saranno esposte opere meno conosciute (compresi alcuni inediti), inquadrature «rubate» durante i tanti viaggi dell'autore: scenari urbani, marine, paesaggi, edifici che assumono una tinta a volte minacciosa a volte onirica. Lunghe strade, onde fragorose: le emozioni umane rese attraverso lo sguardo attento sul mondo.

OGGETTO DEL DESIDERIO - Ma è la donna l'eterna musa di Newton, oggetto distante del desiderio o carne pulsante racchiusa in forme perfette. Una donna forte, cosciente del suo infinito potere seduttivo e della possibilità di intrappolare l'uomo in un gioco raffinato di mistero ed erotismo, che può sfociare anche in sadomasochismo e feticismo. Il sesso come manifesto di libertà, di espressione artistica «pura», di ingenuità pur dentro le convenzioni della «buona società». Tutto questo c'è negli scatti di Helmut Newton, che, scappato a 16 anni da Berlino perché ebreo, cominciò a far fortuna nello sfavillante e conturbante mondo della moda.
PROSTITUIRE IL TALENTO - «Non volle mai definirsi un artista. Preferiva definirsi un mercenario che affittava il suo talento a chi pagava di più» dice June Newton, la moglie amatissima che divise con lui tutta la vita diventandone essa stessa grande interprete con lo pseudonimo di Alice Springs. «Scattavo foto ovunque – racconta lo stesso Newton nella sua autobiografia - ma non ho mai pensato che il mio lavoro fosse una forma d'arte. In ogni caso volevo prostituire questo talento che mi era stato dato». Una costante, quella del sesso, che assume anche forme crudeli, ossessive. Ma l'oscenità per Newton era altro. «In fotografia ci sono due parole volgari: la prima è arte, la seconda è buon gusto» diceva il fotografo.

BACKSTAGE IN VIDEO - A Milano saranno presentati per la prima volta e proiettati su grande schermo all’interno del percorso espositivo della mostra due video con un’intervista di June Newton al marito e alcune riprese di backstage, che svelano i segreti del lavoro di questa straordinaria figura della fotografia contemporanea.

Helmut Newton, Sex and landscapes
Palazzo Reale, Milano
Dal 25 febbraio al 4 giugno
Orari: martedì–domenica 9.30–19.30; giovedì e sabato 9.30–22.30; lunedì chiuso (la biglietteria chiude un’ora prima)
Ingresso: € 9,00 intero, € 7,50 ridotto, € 4,50 scuole
Info: tel. 02.86464430